Barbieri e Dio 

  

Un tizio si reca da un barbiere per farsi tagliare i capelli e radere la barba. Appena il barbiere comincia a lavorare, iniziano ad avere una buona conversazione. Parlano di tante cose e di vari argomenti. Quando alla fine toccano l’argomento Dio, il barbiere dice: Io non credo che Dio esista. Perchè dice questo? chiede il cliente. Beh, basta uscire per strada per rendersi conto che Dio non esiste. Mi dica, se Dio esistesse, ci sarebbero così tante persone malate? Ci sarebbero bambini abbandonati?   

Se Dio esistesse, non ci sarebbero più sofferenza nè dolore.
Io non posso immaginare che un Dio amorevole permetta tutte queste cose. Il cliente pensa per un momento, ma non replica perchè non vuole iniziare una discussione. Il barbiere finisce il suo lavoro ed il cliente lascia il negozio.
 

Appena dopo aver lasciato il negozio del barbiere, vede un uomo in strada con dei capelli lunghi, annodati e sporchi e con la barba sfatta.
Sembrava sporco e trasandato. Il cliente torna indietro ed entra di nuovo nel negozio del barbiere e gli dice: La sa una cosa? I barbieri non esistono.
Come può dire ciò? chiede il barbiere sorpreso.
Io sono qui e sono un barbiere. Ed ho appena lavorato su di lei!
No! esclama il cliente. I barbieri non esistono perchè se esistessero non ci sarebbero persone con lunghi capelli sporchi e barbe sfatte come quell’uomo là fuori.

Ma i barbieri ESISTONO!

Questo è ciò che succede quando la gente non viene da me.

Esattamente! afferma il cliente.

Questo è proprio il punto! Anche Dio ESISTE!
Questo è ciò che succede quando la gente non va da Lui e cerca il Suo aiuto.

Questo è il motivo per cui c’è tanto dolore e sofferenza nel mondo.  

 

 

 

LA SCATOLA     

La storia ebbe inizio molto tempo fa, quando un uomo punì sua figlia di 5 anni per la perdita di un oggetto di valore ed il denaro in quel periodo era poco.

Era il periodo di Natale, la mattina successiva la bambina portò un regalo e disse: “Papà è per te”.

Il padre era visibilmente imbarazzato, ma si arrabbiò moltissimo quando, aprendo la scatola, vide che dentro non c’era nulla.

Disse in modo brusco: “Non lo sai che quando fai un regalo, si presuppone che nella scatola ci sia qualcosa?”

La bambina lo guardò dal basso verso l’alto e con le lacrime agli occhi disse: “Papà, …… non è vuota.

Ho messo dentro tanti baci per te fino a riempirla! Il padre si sentì annientato. Si inginocchio, mise le braccia al collo della sua bimba e le chiese perdono.

Per tutto il resto della sua vita, il padre tenne sempre la scatola vicino al suo letto e quando si sentiva scoraggiato o in difficoltà, apriva la scatola  e tirava fuori  1 bacio immaginario ricordando l’amore che la bambina ci aveva messo dentro……

 

Ognuno di noi ha una scatola piena di baci e amore incondizionato, dei nostri figli,  amici e Dio.

 

NON CI SONO COSE PIU’ IMPORTANTI CHE SI POSSANO POSSEDERE.

 

CIAO E BUONA GIORNATA!!!

 

SILLA 

 

 

In un villaggio della Spagna, la figlia di un uomo chiese al sacerdote di recarsi a casa sua per un momento di preghiera con suo padre che era molto malato.

Quando  il sacerdote arrivò nella povera casa,  trovò l’uomo nel suo letto con il capo sollevato da due cuscini.

C’era una sedia (in spagnolo “silla”) a lato del letto, e il sacerdote pensò che fosse stata messa lì per la sua visita.

Suppongo che mi stesse aspettando – gli disse.

No, chi è lei? – disse l’uomo malato.

Sono il sacerdote che sua figlia ha chiamato perché pregasse con lei; quando sono entrato ho notato la sedia vuota a lato del suo letto, e ho pensato che fosse stata messa qui per me.

Ah, la Sedia. – disse l’altro.

E poi: – Le dispiace chiudere la porta? -Il sacerdote, sorpreso, chiuse la porta.

L’uomo malato gli disse: Questo non l’ho mai detto a nessuno, però ho trascorso tutta la mia vita senza sapere come pregare. Quando andavo in chiesa ascoltavo sempre quanto mi veniva detto circa la necessità della preghiera, come si deve pregare ed i benefici che porta …

però tutte queste cose, non so perché, mi entravano da un orecchio e mi uscivano dall’altro. Insomma, non avevo idea di come fare.

Infine, molto tempo fa smisi completamente di pregare. Ho continuato così fino a circa quattro anni fa, poi un giorno ne parlai con il mio migliore amico e lui mi disse: Giuseppe, la preghiera è semplicemente avere una conversazione con Gesù. Ti suggerisco di fare così, siedi su una sedia e colloca un’altra sedia vuota davanti a te, quindi con fede guarda Gesù seduto davanti a te. Non è una stupidata farlo, perché Lui stesso ci ha detto “                “Io sarò sempre con voi” , quindi parlagli ed ascoltalo allo stesso modo in cui lo stai facendo con me ora. Ho provato una volta, poi altre volte, e mi è piaciuto talmente che da allora lo faccio almeno un paio d’ore al giorno. Presto sempre molta attenzione a non farmi vedere da mia figlia… altrimenti mi internerebbe subito in un manicomio.

Il sacerdote a questo racconto provò una grande emozione e disse a Giuseppe che ciò che faceva era molto buono, e lo consigliò di non smettere mai, quindi pregò con lui, gli impartì la benedizione e tornò alla chiesa. 

Due giorni dopo, la figlia di Giuseppe lo chiamò per dirgli che suo padre era morto. 

Il sacerdote le chiese: È morto in pace?

Lei rispose:  Sì. Quando lei uscì di casa, alle due del pomeriggio, mi chiamò. Andai da lui e lo vidi nel suo letto, mi disse che mi amava molto e mi dette un bacio. Uscii per delle commissioni, e quando ritornai un’ora dopo lo trovai morto.

C’è però qualcosa di strano: poco prima di morire deve essersi alzato e avvicinato alla sedia che era accanto al letto, infatti l’ho ritrovato con la testa appoggiata su di essa. Lei cosa ne pensa?

Il sacerdote, profondamente commosso, si asciugò le lacrime dell’emozione e rispose: Magari tutti noi potessimo andarcene in questo modo! Ti auguro una giornata piena di benedizioni per te e per i tuoi. E ti suggerisco una semplicissima preghiera, da usare in ogni luogo e in ogni momento, quando senti il bisogno di qualcosa di speciale:                                                      

 

                        “Signore,  resta con noi!”